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Semi di Bilberry - Mirtillo Nero (Vaccinium myrtillus)

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Semi di Bilberry - Mirtillo Nero (Vaccinium myrtillus)

Prezzo per Pacchetto di 5 semi.

Decidua, glabra, alta 10-40 cm, con rizoma allungato e serpeggiante a corteccia rossastra. Fusti eretti, molto ramificati, verdi, i giovani angolosi o strettamente alati, i vecchi cilindrici e legnosi alla base. Foglie (1-3 cm) alterne, brevemente picciolate ((1 mm), a lamina sottile, ovale o ellittica con base arrotondata, finemente 

1,95 € tasse incl.

Semi di Bilberry - Mirtillo Nero (Vaccinium myrtillus)

Prezzo per Pacchetto di 5 semi.

Decidua, glabra, alta 10-40 cm, con rizoma allungato e serpeggiante a corteccia rossastra. Fusti eretti, molto ramificati, verdi, i giovani angolosi o strettamente alati, i vecchi cilindrici e legnosi alla base.

Foglie (1-3 cm) alterne, brevemente picciolate ((1 mm), a lamina sottile, ovale o ellittica con base arrotondata, finemente dentellata al margine e con l'apice acuto, verde sulle due facce, più chiara sotto dove sono ben visibili le sottili nervature reticolate.

Fiori ermafroditi, attinomorfi, 1-2 all'ascella delle foglie, con pedicelli riflessi di 4-7 mm, generalmente arrossati.

Calice (circa 2 mm) gamosepalo, diviso in cinque cortissimi lobi ottusi.

Corolla (4-5 mm) bianco-verdiccia o rosata, urceolata, a fauce ristretta, con 5 piccoli lobi revoluti.

Stami 10 con appendici subulate. Ovario infero con 5 carpelli saldati. Stilo brevemente sporgente.

Il frutto è una pseudobacca carnosa (4-8 mm) subsferica, blu-violacea o nerastra, pruinosa, appena schiacciata all'apice dove conserva la caratteristica cicatrice anulare. La parte interna è più chiara e contiene numerosi semi (1,5 mm) bruni di forma semilunare. Il sapore è acidulo e gradevole.

Impollinazione: entomogama

Numero cromosomico: 2n=24

 

Tipo corologico: Circumbor. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Europa, Asia e Nordamerica.

Eurosiber.

 

Zone fredde e temperato-fredde dell'Eurasia.

 

Antesi: giugno÷luglio

 

Habitat: Boschi (in prevalenza di abete rosso), brughiere, cespuglieti, pascoli subalpini, sempre su substrao umido con Ph acido. Per l'abbondante produzione di fogliame e per il denso intrico di radici rende i terreni su cui vive sempre più acidi e per questo è una specie gregaria che tende a formare estesi popolamenti. Da 1200 a 2000 (raramente 300-2800 m) m s.l.m.

 

Note di Sistematica: Il genere include globalmente circa 450 specie distribuite nell'emisfero boreale e soprattutto in climi temperati e freddi.

 

V. myrtillus L. forma spesso estesi vaccinieti insieme a Vaccinium uliginosum L. Quest'ultimo si differenzia principalmente per le foglie verde-glauche a lamina intera al margine e cuneata alla base; fiori riuniti in 4-5 elementi a corolla tubulosa; le bacche più grosse, ovoidi, blu-grigiastre, con vistosi residui calicini all'apice, sono farinose e insipide.

 

Etimologia: Il nome generico Vaccinium lo si trova già in Virgilio per designare i mirtilli neri. Deriva dal gr. arcaico 'vakintos' (<'hyakintos') che originariamente significava 'giacinto a fiore blu'. Il nome latinizzato venne usato per designare una bacca blu, appunto il mirtillo nero. L’attribuzione esatta di questo vocabolo latino alla pianta del mirtillo non è però sicura, in quanto nell’opera di P.A. Mattioli (1567) lo stesso termine è riferito ad altre piante.

L'epiteto specifico dal lat. 'myrtillus', diminutivo di 'myrtus', mirto, con riferimento all'assomiglianza sia delle foglie che delle bacche con quelle del mirto.

 

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie commestibile officinale

Pianta decisamente nordica, il mirtillo nero fu impiegato ben presto da quelle popolazioni per ricavare dai frutti sostanze coloranti con cui tingevano le stoffe di blu-porpora , per distillarne le bacche ottenendo una gradevole acquavite chiamata Heidelbeerwasser e per farne dolci, salse, marmellate. Per il resto, l’utilizzo fitoterapico di questa pianta era praticamente sconosciuto ai medici-botanici dell’antichità. Lo stesso Mattioli, nei suoi “Discorsi” la citò senza menzionare alcuna proprietà terapeutica della pianta: “….in Germania e in Boemia dove non nasce veruna spetie di mirto, usano la maggior parte degli spetiali in luogo loro una pianta chiamata da loro mirtillo….da questo nascono le bacche le quali così nel colore come nella grandezza,non sono dissimili da quelle del ginepro, ma però piene di un succo vinoso e al gusto bruschette.Queste adunque in Germania insieme con tutta la pianta s’usano comodamente per il mirto….usanle alcuni per tingere filo e carta di colore azzurro. Mangiansi ancora dai pastori e da molti altri come le fragole onde in Boemia pubblicamente si vendono sulle piazze perché invero non sono ingrate al gusto."

Solo nei secoli successivi il mirtillo nero venne usato in modo empirico dalla medicina popolare soprattutto come astringente, e lo stesso Abate Kneipp lo considerò “medicamento principe “, le cui proprietà sono state confermate dalle moderne ricerche scientifiche.

La farmacopea attuale utilizza le foglie e soprattutto i frutti del mirtillo, per il contenuto in numerosi principi attivi: pigmenti antociani, flavonoidi, acidi organici (succinico,malico, citrico, chinico, lattico, ossalico), tannini, pectine, flavonoidi, arbutina e idrochinone, sali minerali, carotenoidi, Vit. B e C. Il mirtillo nero ha attività tonica-astringente, vasoprotettrice, ipoglicemizzante ,antisettica, diuretica, antimicrobica, con impiego terapeutico nelle forme lievi del diabete, nelle dispepsie, nelle diarree croniche ed enteriti, nell’insufficienza venosa cronica, nella fragilità capillare, nelle infezioni delle vie urinarie e , in oculistica, nella terapia delle miopie e delle ridotte percezioni visive in luce crepuscolare o notturna, per le quali risultano particolarmente efficaci gli antociani: il loro utilizzo è derivato dall’osservazione che durante la seconda guerra mondiale, i piloti della RAF, consumatori di grandi quantità di marmellate di mirtillo, mostravano avere una migliore visione notturna.

 

Le foglie del Mirtillo nero usate nella medicina popolare contro le infezioni delle vie urinarie, a dosi elevate e per un uso prolungato nel tempo, possono determinare intossicazione cronica con anemia, ittero, cachessia.

 

Curiosità: Il ritrovamento di numerosi semi di mirtillo nero tra i resti palafitticoli, dimostra che questa pianta era già ben conosciuta dagli uomini preistorici.

Nell’antichità era considerato simbolo di ospitalità e come tale offerto fresco o sotto forma di bevanda, ai viaggiatori.

I frutti vengono utilizzati in cucina, freschi o congelati, per marmellate, sciroppi, gelatine, succhi, salse, per farcire dolci e macedonie, per grappe e liquori. La raccolta dei frutti , regolamentata nelle varie regioni, viene effettuata dai raccoglitori autorizzati mediante il “pettine”, una sorta di piccolo cassetto, munito di lunghi denti metallici che staccano i frutticini dai ramoscelli.

Un’altra specie, Vaccinium corimbosum, di origine americana, viene coltivato per le bacche più grosse e sugose, ma meno saporite dei mirtilli selvatici.

Gli antociani del mirtillo vengono utilizzati anche come coloranti naturali per alimenti, contrassegnati dalla sigla E 163.

 

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

 

 

 

BIO Semi :Si
HEIRLOOM
Perenne:
Semi selezionati con cura
Resistente al freddo e al gelo:-40° C
Commestibile
Pianta medicinale

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Decidua, glabra, alta 10-40 cm, con rizoma allungato e serpeggiante a corteccia rossastra. Fusti eretti, molto ramificati, verdi, i giovani angolosi o strettamente alati, i vecchi cilindrici e legnosi alla base. Foglie (1-3 cm) alterne, brevemente picciolate ((1 mm), a lamina sottile, ovale o ellittica con base arrotondata, finemente 

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