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Semi di Bambù Dorato (Phyllostachys aurea) 1.95 - 10

Semi di Bambù Dorato...

Prezzo 1,95 € (SKU: B 7)
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<h2><span style="font-size:14pt;"><strong>Semi di Bambù Dorato (Phyllostachys aurea)</strong></span></h2> <h2><span style="color:#d0121a;font-size:14pt;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 5 semi.</strong></span></h2> <p>Bambu' dorato è un ottimo bambu' per siepi e barriere sempreverdi, con fogliame verde medio e canne di color giallo con evidenti solchi verdi. La colorazione dei fusti del Bambu' Phyllostachys aurea è molto appariscente e decorativa per il tuo giardino e crea uno stupendo contrasto con il bel colore verde delle foglie. Si consiglia di creare una barriera anti rizomi della profondità di circa 80 cm. Il Bamboo Phyllostachys aurea necessita di terreno fertile, umido e ben drenato. In zone molto ventose predilige una posizione riparata.</p> <p><strong>Vantaggi:</strong></p> <p><strong>Bambu' con stupende canne gialle con solcature verdi</strong></p> <p><strong>Resiste molto bene al freddo -30</strong></p> <p><strong>Cresce velocemente</strong></p>
B 7
Semi di Bambù Dorato (Phyllostachys aurea) 1.95 - 10

Varietà dal Perù

Questa pianta ha frutti giganti
Semi di Mais Gigante Cuzco

Semi di mais Gigante Cuzco...

Prezzo 2,25 € (SKU: P 40)
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Mais Gigante Cuzco</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>P<strong>rezzo per Pacchetto di 5 o 10 semi.<br /></strong></strong></span></h2> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Nativo del Perù e dell'Ecuador Il mais gigante peruviano - noto anche come Choclo è una varietà orribilmente grande di mais.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">I gambi raggiungono fino a 500 - 550 cm di altezza.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Nelle varietà standard di mais il peso medio va dai 25 ai 35 grammi per 100 semi di mais. Nel mais gigante peruviano il peso per 100 chicchi va da 90 a 95 grammi per 100 semi di nocciolo - che è quasi 3 volte la dimensione e la resa.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">È un mais a maturazione tardiva e si stima che necessiti di 120-150 giorni per maturare.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Si direbbe che essere indigeni delle Ande montane si adatterebbero a condizioni ventose, ma non è questo il caso. Si sono evoluti nella valle peruviana di Urrabamba e nelle vicinanze che è riparata e ha un clima relativamente mite.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Mais gigante peruviano aka Choclo</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Le piante producono numerose pannocchie di mais relativamente corte con chicchi giganti.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Il sapore è paragonabile al mais dolce standard. Non è eccessivamente dolce - lieve a dolce dolce con una consistenza cremosa sarebbe la migliore descrizione. I peruviani di solito li bollono. In Ecuador e in Bolivia li asciugano prima e poi scoppiano o "li pop" in olio - un po 'come popcorn. Noi gringos possiamo goderceli come qualsiasi altro mais.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Mais Dovrebbe essere piantato in blocchi anziché in file e non dovrebbe essere piantato vicino ad altre varietà di mais.</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">L'impollinazione incrociata tende a produrre cereali amidacei di scarsa qualità. Sugar Pearl, come per alcuni fornitori, non ha bisogno di essere isolato come fanno altre varietà - questo è perfetto per Sugar Pearl, ma non necessariamente per l'altra varietà.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Il mais gigante peruviano può essere seminato direttamente nel terreno, oppure può anche essere avviato all'interno e successivamente trapiantato. Se si inizia al chiuso, assicurarsi di disporre di un contenitore più grande del normale in quanto potrebbe facilmente superare il contenitore prima del trapianto. Qualunque sia la tua scelta, piantala in blocchi di almeno quattro file, per un'impollinazione adeguata e orecchie ben piene</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Profondità di semina: 5 cm</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Germinazione: da 6 a 8 giorni</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Invecchiamento: a 120 - 150 giorni.</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Colore: bianco - giallo pallido</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Spaziatura dei semi: 30-35 cm l'uno dall'altro.</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Distanza tra le file: 100 cm</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Dimensioni dell'impianto: 400 - 550 cm</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Dimensione pannocchia di mais: lungo 17-20 cm</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Full Sun</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Il mais ha radici poco profonde e utilizza molto azoto e oligoelementi. Per aiutare il raccolto a iniziare al meglio, prepara il terreno prima con un fertilizzante ricco di azoto. Anche letame o compost ben decomposti sono utili.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Pianta nel lato nord del giardino, mentre i gambi di mais negano la luce solare per il resto delle tue colture da giardino, potresti anche volerne coltivare alcuni dove fornirà ombra alle piante che non possono tollerare la piena luce del sole.</span></p> <h2 class="h1 product-detail-name"><a href="https://www.seeds-gallery.shop/it/home/semi-di-mais-gigante-peruviano-sacsa-kuski.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Semi Di Mais Gigante Peruviano Sacsa Kuski, puoi acquistare QUI</a></h2> </body> </html>
P 40 5S NS
Semi di Mais Gigante Cuzco

Semi di Peperoncino Carolina Reaper rosso e giallo 2.45 - 1

100 Semi di peperoncino...

Prezzo 5,50 € (SKU: C 97)
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>100 Semi di peperoncino Carolina Reaper</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 100 (0,47g) semi.</strong></span></h2> <p><strong>Come puoi vedere dalle nostre foto, che i semi provengono dalle nostre stesse piante (organicamente è cresciuto) e sai cosa otterrai dai semi che acquisti da noi ...</strong></p> <p><strong>Ed ecco il peperoncino piu' piccante al mondo!</strong></p> <p>Ci sono tre segnali di attenzione che riceverai da chiunque prima di assaggiare questo famelico peperoncino... la prima e' la forma con la punta che pare voglia pungere e ti dice 'non mangiarmi, sono pericoloso...' poi l'apparenza lucida, oliosa ed infine il nome stesso (Reaper e' il mietitore, ed anche la falce della morte come viene raffigurata abitualmente)</p> <p>Se amate le sfide, il pizzicore diffuso ( in questo caso un incendio!) questo e' il vostro peperoncino, da maneggiare sempre con i guanti.</p> <p>Importante: tutti i peperoncini per germinare hanno bisogno di caldo (nessuno escluso) ovvero di 27/28 gradi giorno e notte.</p> <p>A tal proposito attrezzatevi anche con un tappetino riscaldante.</p> <p> A 20C i semi invece che germinare , marciscono!</p> <p> I semi non si adattano alle temperature che offrite loro, dovete essere voi ad offrire cosa necessita.</p> <p><strong>WIKIPEDIA:</strong></p> <p>Il Carolina Reaper è un peperoncino ibrido della specie Capsicum chinense, conosciuto originariamente col nome di HP22B (Higher Power, Pot No. 22, Plant B). Il primo esemplare è stato ottenuto da Ed Currie, proprietario della PuckerButt Pepper Company situata a Fort Mill, nella Carolina del Sud, da un incrocio tra un Naga Morich e un Habanero Rosso. L'ortaggio attirò l'attenzione dei media quando, nel 2011, un reporter della National Public Radio, dopo averne mangiato un pezzo, rimase sconvolto dalla sua piccantezza e decise così di raccontare la sua esperienza dedicandogli un servizio.</p> <p>Nel 2013 questo peperoncino è entrato nel Guinness dei primati come il più piccante del mondo, raggiungendo una piccantezza media di 1.569.300 unità Scoville, con picchi di 2.200.000 unità. Il record precedente apparteneva al Trinidad Moruga Scorpion, stabilito nel 2011.</p> <p><strong>Caratteristiche</strong></p> <p>Il Carolina Reaper è di colore rosso e presenta un'estremità che ricorda la coda di uno scorpione. Impiega circa 90 giorni per maturare, al termine dei quali raggiunge una lunghezza che va dai 3 ai 5 cm.</p> <p>La concentrazione di capsaicina al suo interno è così elevata, che se la polpa entra in contatto con la pelle, provoca bruciature.</p> <p>Il gusto di questo peperoncino è fruttato, dolce, con richiami di cannella e cioccolato e viene utilizzato dal suo inventore per la produzione di salse denominate I Dare You Stupit e Purgatory Sauce.</p> </body> </html>
C 97 R 100S
Semi di Peperoncino Carolina Reaper rosso e giallo 2.45 - 1
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Prodotto più venduto
Semi di limetta di Tahiti (Citrus × latifolia)  - 3

Semi di limetta di Tahiti...

Prezzo 1,95 € (SKU: V 119)
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di limetta di Tahiti (Citrus × latifolia)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per confezione da 2 semi.</strong></span></h2> <p>La Citrus x latifolia è una varietà di limetta dai frutti ovali, un po’ più grandi e molto gustosi. Al momento è l’unica varietà prodotta dagli USA, e viene coltivata in California. Il suo frutto è assai succoso e praticamente privo di semi, ma il gusto non è molto gradito, in quanto troppo poco agro. L’acidità di queste limette infatti, alle volte non raggiunge neanche lo 0,1%. Da menzionare anche il Citrus x limonia che non è una limetta, ma un ibrido tra il limone ed il mandarino. È comunque molto simile alle limette, tanto da esser conosciuto come mandarin lime. Si coltiva in India, California e Australia, principalmente per la produzione di marmellate che si dicono più gustose delle confetture di arancia.</p> <p><strong>Usi commerciali</strong></p> <p>La limetta viene coltivata soprattutto per la produzione dell'olio essenziale che si ricava dalla buccia. L’essenza è infatti molto simile a quella del limone e viene impiegata principalmente nell’industria alimentare per la produzione di bibite analcoliche, anche se è molto apprezzata anche nell’industria dei profumi e dei detergenti.</p> <p>Solitamente viene sposata alla dolcezza delle fragole o del lampone rosso per aromatizzare gomma da masticare.</p> <p>La limetta viene raramente consumata come frutto fresco, ma è molto usata in cucina, anche come valido sostituto del limone. Il succo viene aggiunto soprattutto alle macedonie di frutta ed ai frutti di mare, e molto spesso in combinazione con il curry.</p> <p>Rappresenta un ingrediente fondamentale della key lime pie, un dolce tipico della Florida.</p> <p>Il succo del frutto viene inoltre utilizzato per la preparazione di diversi cocktail, come la Caipirinha e il Mojito.</p> <p>Esistono anche molte piantagioni di limette che producono solo piante a scopo ornamentale, trattandosi di pianta sempreverde (come tutti i citrus) e che in condizioni favorevoli fiorisce tutto l’anno. Anche i suoi piccoli frutti colorati sono molto pittoreschi, soprattutto perché rimangono sul ramo a lungo assieme ai fiori del raccolto seguente.</p> <p>A partire dalla scoperta degli effetti antiscorbutici della Vitamina C, la limetta è stata utilizzata dalla Royal Navy inglese come ingrediente aggiuntivo per il grog anche se purtroppo il basso tasso vitaminico del frutto (rispetto ad altri agrumi come il limone) e soprattutto l'abitudine di miscelare il beveraggio in calderoni di rame distruggevano pressoché totalmente il potenziale antiscorbutico del lime; tuttavia questo non portò a una recrudescenza del male negli equipaggi di Sua Maestà perché l'aumentata velocità delle navi dovuta ai progressi tecnici nella navigazione a vela (e l'introduzione del motore a vapore poi) accorciarono tanto i tempi di traversata da impedire che pur bevendo un 'rimedio' inefficace i marinai stessero in viaggio tanto a lungo da sviluppare i sintomi della malattia.</p> </body> </html>
V 119
Semi di limetta di Tahiti (Citrus × latifolia)  - 3
Semi di Mirtillo Gigante "DUKE" (Vaccinum Corymbosum)

Semi di Mirtillo Gigante DUKE

Prezzo 1,95 € (SKU: V 194 D)
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Mirtillo Gigante DUKE (Vaccinum Corymbosum)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per confezione da 50 (0,015g) semi.</strong></span></h2> <p>I mirtilli Duke sono i principali mirtilli a maturazione precoce (le bacche iniziano a maturare all'inizio di giugno). È noto per le sue rese elevate (una pianta Duke può produrre oltre 9 kg (20 libbre) di frutti di qualità uniforme e di qualità. Il sapore delicato di Duke sembra migliorare con la conservazione a freddo.</p> <p>Mantenere il vigore vegetale dei mirtilli Duke può essere una sfida per un lungo periodo di tempo. I coltivatori devono scegliere un sito in crescita di qualità e impiegare continuamente buone pratiche culturali.</p> <p>Il mirtillo Duke è uno dei principali candidati per la raccolta meccanica, le vendite fresche e di processo.</p> <p>Spontaneo nell’emisfero settentrionale tra i 500/800 e gli 1.500/1.800 metri, la piccola pianta del mirtillo che troviamo frequentemente nei nostri boschi appartiene al genere Vaccinium (famiglia Ericacee) nel quale si ritrovano ben oltre 100 specie: dal tappezzante rosso Cranberry (vedi) alto non più di trenta centimetri all’Arboreum nordamericano che può raggiungere anche 9/10 metri.</p> <p>Il comune mirtillo dei nostri boschi, (Vaccinium  myrtillus) è però di difficile coltivazione a causa del suo habitat naturale e delle sue modeste dimensioni, tuttavia nelle numerose specie del Genere, una ha particolarmente appassionato coltivatori e consumatori non solo italiani: è il Mirtillo Gigante Americano (Vaccinium Corymbosum).</p> <p>Quest’arbusto a foglia caduca può raggiungere 2/3 metri di altezza e con diametro generalmente della metà, con frequenti germogli di rapido sviluppo che partono dalla base conferendogli un portamento cespuglioso e che fruttificheranno l’anno successivo.</p> <p>Resiste molto bene ai forti freddi, ma i vigorosi germogli che in primavera partono da terra impiegano tutta la stagione a lignificare, per cui nelle regioni climatiche con freddo intenso molto precoce tendono a gelare e, di conseguenza, difficilmente si otterranno esemplari belli e buoni raccolti.</p> <p>I mirtilli hanno l’apparato radicale particolare: è costituito da pochissime radici di grandi dimensioni e da un fittissimo reticolo di radici molto fini, questo consente un trapianto abbastanza sicuro anche con piante di grandi dimensioni e non preventivamente preparate.</p> <p>Sono amanti del sole che consente ai frutti di ottenere un elevato contenuto di zuccheri, ma in un ambiente non eccessivamente esposto, e richiedono una buona esposizione alla luce per consentire una migliore fioritura e, di conseguenza, un maggior raccolto.</p> <p> </p> <p><strong>TERRENO</strong></p> <p>A differenza di tutti i frutti di bosco che gradiscono un substrato neutro/sub acido, i mirtilli necessitano un terreno molto acido, con ph ottimale che oscilla tra 4.0 e 4.5 con limite di tollerabilità a 5.5, ben drenato, fresco e ricco di humus, per cui è indispensabile essere bene a conoscenza delle caratteristiche del fondo ove si vuole piantumarli.</p> <p>Qualora il terreno non avesse un ph idoneo, si può correggerlo al momento dell’impianto con apporto di torba acida o con aghi di pino o foglie di faggio ben decomposte e rinnovando il substrato all’inizio della stagione fredda facendo molta attenzione a non rovinare l’apparato radicale molto superficiale.</p> <p> </p> <p><strong>FIORI E FRUTTI</strong></p> <p>A primavera inoltrata compaiono numerosi fiori bianchi rosati, riuniti in piccoli grappoli, tondeggianti con i petali uniti tra loro, caratteristica di tutti i fiori delle ericacee.</p> <p>Sono autoimpollinanti, ma per una migliore produzione è sempre opportuno piantare due o più piante vicine tra loro per favorire l’impollinazione incrociata.</p> <p>In periodi diversi, a seconda delle varietà, ma sempre durante il periodo estivo, compaiono delle bacche prima verdi, poi di color viola scuro, quasi blu, generalmente ricoperti di pruina (vedi Mirtillo Siberiano) che possono raggiungere in certi cultivar, anche i due centimetri di diametro.</p> <p>In realtà sono false bacche: questo perché hanno una formazione diversa da quelle delle vere bacche.</p> <p> </p> <p><strong>UTILIZZO E CONTENUTI SALUTISTICI</strong></p> <p>Facilmente conservabili in congelatore, sono consumate fresche, in macedonie, pasticceria, marmellate; importante è l’uso nell’industria farmaceutica e parafarmaceutica.</p> <p>Tra i frutti di bosco, il mirtillo nero è sicuramente quello più importante dal punto di vista salutistico: oltre allo squisito sapore, moltissime sono le proprietà che lo fanno annoverare tra i principali farmalimenti (vedi Cranberry). Vitamina C, carotenoidi, tannini catechitini (molecole con proprietà astringente, emostatica, antibiotica, antidiarroica e antinfiammatoria), pectine (vedi uva spina) sono alcune sostanze contenute nei frutti dei mirtilli.</p> <p>Ma è la presenza degli antociani (vedi Mirtillo Siberiano), potenti antiossidanti e noti per le proprietà capillarotrope fanno sì che questo piccolo frutto sia un toccasana per il fisico e il sistema cardiovascolare, in particolare.</p> <p>Per proprietà capillarotrope s’intende la caratteristica dei principi attivi, contenuti in una sostanza o un alimento, capaci di migliorare la resistenza e la funzionalità dei vasi capillari.</p> <p>In qualsiasi farmacia troveremo prodotti derivati dal frutto del mirtillo per la cura, la prevenzione e il rafforzamento delle pareti dei vasi sanguinei.</p> <p>Secondo la scala ORAC (vedi Goji), il mirtillo è tra i frutti con il punteggio più alto (3.750) dopo e il melograno (10.500) il Goji (15.000).</p> <p> </p> <p><strong>POTATURA E CURE COLTURALI</strong></p> <p>Molto importante che le caratteristiche del terreno soddisfino le esigenze della pianta.Dopo questa premessa viene semplice anche la descrizione delle cure necessarie perché si avrà una pianta forte e vigorosa senza grandi interventi. I primi anni dall’impianto la pianta lavorerà molto di radici, mentre l’apparato aereo darà l’impressione quasi sofferente.</p> <p>In questo periodo, 1/2 anni circa, la produzione sarà modesta come pure le potature che si concretizzano con il taglio dei rami laterali bassi e nell’asportazione totale dei rami più deboli.</p> <p>Passato questo periodo, si procederà al diradamento delle vegetazioni più deboli partite dalla base e dal taglio di rami rovinati o rotti e sui restanti si procederà con tagli di ritorno sino ai rametti laterali più vigorosi.</p> <p>Si taglieranno, inoltre, quelle branche che, seppur sane e belle, abbiano una crescita disordinata e scomposta.</p> <p>Avendo l’apparato radicale molto superficiale, sono molto importanti le irrigazioni, specialmente nel periodo dalla fioritura alla raccolta dei frutti.</p> <p>Attenzione non far ristagnare l’acqua, che porterebbe alla formazione di funghi che farebbero marcire le radici.</p> <p>Per trattenere l’umidità, e nello stesso tempo tenere pulito e acido il terreno, è consigliabile una pacciamatura con torba acida oppure aghi di pino o foglie di faggio.</p> <p>Con gli accorgimenti sopra descritti le concimazioni non dovrebbero servire, ma se si riscontrassero delle carenze un apporto a inizio stagione di concime ternario a basso tenore di azoto e contenente i principali microelementi, sarà sicuramente efficace.</p> <p> </p> <p>Da non usare mai lo stallatico, anche se molto maturo: la pianta verrebbe a soffrire di clorosi ferrica e di conseguenza, potrebbe anche morire.</p> <p>Pochi sono i parassiti: il più pericoloso è l’oziorinco (Otiorhyncus ssp)  piccolo coleottero che da adulto rosicchia le foglie e depone le uova per terra; la larva che ne deriva mangia le radici e, ben più grave, rode il colletto della pianta causandone la morte.</p> <p>Con particolari condizioni atmosferiche, sono possibili attacchi di muffa grigia (Botrytis) sui frutti prossimi alla maturazione, ma non potendoli trattare con fitofarmaci l’unica soluzione è l’asportazione manuale dei frutti colpiti.</p> <p>Si ricorda che i collaboratori dei vivai PRANDINI sono a disposizione per consigli su densità d’impianto, forma di allevamento, scelta colturale e assistenza anche fitosanitaria per nuovi impianti produttivi anche di modeste dimensioni.</p> <p> </p> </body> </html>
V 194 D
Semi di Mirtillo Gigante "DUKE" (Vaccinum Corymbosum)
Tedesche extra spicchi d'aglio Hardy 2.95 - 3

Tedesche extra spicchi...

Prezzo 2,95 € (SKU: P 416 GEH)
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5/ 5
<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Tedesche extra spicchi d'aglio Hardy</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per 10 spicchi d'aglio</strong></span></h2> <p>German Extra Hardy, è anche conosciuto come German White, Northern White e German Stiffneck è un aglio in porcellana grande, bello e ben formato. Sono tutti dello stesso aglio ma coltivati in posti diversi con nomi diversi. Il suo sapore è molto forte e robusto e rimane a lungo in bocca.</p> <p>Il peso medio di spicchi d'aglio 5-6 g.</p> <p>Dal punto di vista di un coltivatore, è una pianta verde scuro alta ed è un ottimo sopravvissuto, di solito cresce in salute e sembra essere in qualche modo resistente a molte delle malattie che possono colpire l'aglio. Originariamente proveniva dalla Germania, ma cresce bene in tutti i paesi.</p> <p>Essendo una porcellana, la tedesca Extra Hardy conserva a lungo una temperatura ambiente fredda per circa 9-10 mesi o più.</p> </body> </html>
P 416 GEH
Tedesche extra spicchi d'aglio Hardy 2.95 - 3
Semi di Manioca, Cassava, Yuca 3 - 6

Semi di Manioca, Cassava, Yuca

Prezzo 3,00 € (SKU: P 445)
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5/ 5
<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Manioca, Cassava, Yuca (Manihot esculenta)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 3 semi.</strong></span></h2> <p>La<span> </span><b>manioca</b><span> </span>(<i><b>Manihot esculenta</b></i><span> </span><small>Crantz</small>), anche nota come<span> </span><b>cassava</b><span> </span>o<span> </span><b>yuca</b><span> </span>(da non confondere con la<span> </span>yucca, pianta succulenta dell'America centrale), è una pianta della<span> </span>famigliadelle<span> </span>Euphorbiaceae<span> </span>originaria del<span> </span>Sudamerica. Ha una<span> </span>radice<span> </span>tuberizzata<span> </span>commestibile, molto ricca in amido. La specie è coltivata in gran parte delle regioni<span> </span>tropicali<span> </span>e subtropicali del mondo. La radice di manioca è in effetti la terza<sup id="cite_ref-1" class="reference">[1]</sup><span> </span>più importante fonte di<span> </span>carboidrati<span> </span>(e senza<span> </span>glutine) nell'alimentazione umana mondiale nei Paesi tropicali, assieme all'ignamee all'albero del pane, ed è una delle principali fonti di cibo per molte popolazioni<span> </span>africane.<sup id="cite_ref-2" class="reference">[2]</sup><span> </span>La radice viene preparata e cucinata in moltissimi diversi modi; tra l'altro, se ne ricava una<span> </span>fecola<span> </span>nota come<span> </span>tapioca. Tutte le varietà moderne di<span> </span><i>M. esculenta</i><span> </span>sono prodotte dalla<span> </span>selezione artificiale<span> </span>da parte dell'uomo, partendo da varietà naturali.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Storia">Storia</span></h2> <div class="thumb tleft"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/7e/Albert_Eckhout_-_Mandioca.jpg/220px-Albert_Eckhout_-_Mandioca.jpg" width="220" height="221" class="thumbimage" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Dipinto settecentesco di<span> </span>Albert Eckhout<span> </span>nel<span> </span>Brasile olandese.</div> </div> </div> <p>Popolazioni selvatiche di<span> </span><i>M. esculenta</i>, sottospecie<span> </span><i>flabellifolia</i>, progenitrici della cassava coltivata, sono originarie del<span> </span>Brasile<span> </span>centro-occidentale, dove furono coltivate da non oltre 10 000 anni<span> </span>BP.<sup id="cite_ref-3" class="reference">[3]</sup></p> <p>Forme di specie coltivate moderne si possono anche trovare come selvatiche nel Brasile del sud. Verso il<span> </span>4600 a.C., pollini di cassava compaiono nelle pianure del<span> </span>golfo del Messico, nel sito archeologico di<span> </span>San Andrés.<sup id="cite_ref-4" class="reference">[4]</sup><span> </span>La più antica evidenza di cassava coltivata proviene dal sito archeologico della civiltà<span> </span>Maya, antico di 1400 anni, di<span> </span>Joya de Cerén, a<span> </span>El Salvador.<sup id="cite_ref-5" class="reference">[5]</sup><span> </span>Con il suo alto potenziale nutritivo, essa è diventata un<span> </span>alimento di base<span> </span>per le popolazioni originarie del<span> </span>Sudamerica<span> </span>settentrionale, della Mesoamerica meridionale e dei<span> </span>Caraibi, al tempo dei contatti con il mondo europeo nel 1492.</p> <p>Le cassava era un alimento di base delle<span> </span>civiltà precolombiane<span> </span>nelle Americhe ed è spesso rappresentata nelle arti indigene pre-colombiane. I<span> </span>Moche<span> </span>dipinsero spesso la<span> </span><i>yuca</i>nelle loro ceramiche.<sup id="cite_ref-6" class="reference">[6]</sup></p> <p>Gli spagnoli, durante la loro iniziale occupazione delle isole dei Caraibi, non volevano mangiare cassava o mais, che essi consideravano inconsistenti, pericolosi e non nutrienti. Essi preferivano di gran lunga i cibi spagnoli, specificatamente il pane bianco, l'olio di oliva, il vino rosso e la carne e consideravano la cassava dannosa per gli europei.<sup id="cite_ref-7" class="reference">[7]</sup><span> </span>Per questi cristiani nel<span> </span>Nuovo Mondo, la cassava non era idonea ai riti religiosi poiché essa non poteva essere utilizzata per la<span> </span>comunione<span> </span>e divenire Corpo di Cristo. «La farina di grano era il simbolo della cristianità stessa» e l'era coloniale del catechismo stabiliva esplicitamente che solo il fior di farina poteva essere usato.<sup id="cite_ref-8" class="reference">[8]</sup><span> </span>La coltivazione e il consumo di cassava continuò ciò non di meno sia nell'America portoghese sia in quella spagnola. La produzione di massa di pane da cassava divenne la prima industria<span> </span>cubana<span> </span>da parte degli spagnoli,<sup id="cite_ref-9" class="reference">[9]</sup><span> </span>con le navi che partivano per l'Europa dai porti cubani di<span> </span>L'Avana,<span> </span>Santiago di Cuba<span> </span>e<span> </span>Baracoa<span> </span>per portare merci in Spagna, ma i cui marinai avevano bisogno di provviste per il viaggio. Gli spagnoli quindi dovevano riempire le loro imbarcazioni con carne secca, acqua, frutta e grandi quantità di pane di cassava.<sup id="cite_ref-10" class="reference">[10]</sup><span> </span>I marinai si lamentavano che ciò causava loro problemi intestinali.<sup id="cite_ref-11" class="reference">[11]</sup><span> </span>Il clima tropicale cubano non era adatto alla coltivazione e il pane di cassava non diventava stantio in fretta come quello di farina normale.</p> <p>La cassava fu introdotta in Africa dal Brasile da mercanti portoghesi nel<span> </span>XVI secolo. Nel medesimo periodo essa venne introdotta in Asia con lo<span> </span>scambio colombiano<span> </span>da mercanti portoghesi e spagnoli, piantata nelle colonie di Goa, Malacca, Indonesia orientale, Timor e le Filippine. Il<span> </span>mais<span> </span>e la cassava sono oggi importanti alimenti di base, che hanno rimpiazzato i raccolti originari africani.<sup id="cite_ref-12" class="reference">[12]</sup><span> </span>Essa è anche diventata un alimento importante in Asia, coltivato estensivamente in Indonesia, Thailandia e Vietnam.<sup id="cite_ref-13" class="reference">[13]</sup><span> </span>La cassava è talvolta descritta come il "pane dei tropici"<sup id="cite_ref-14" class="reference">[14]</sup><span> </span>ma non deve essere confusa con i tropicali ed equatoriali cosiddetti "alberi del pane"<span> </span><i>Encephalartos</i>,<span> </span><i>Artocarpus altilis</i><span> </span>o con il cosiddetto "frutto del pane"<span> </span><i>Treculia africana</i>.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Descrizione">Descrizione</span></h2> <p>La radice di manioca è lunga e si assottiglia a una estremità, come una<span> </span>carota; contiene una polpa dura, bianca o giallastra, racchiusa in una scorza spessa pochi millimetri, ruvida e marrone. Le varietà di manioca coltivate per la commercializzazione possono essere lunghe fino a 80 cm, con un<span> </span>diametro<span> </span>di circa 5 centimetri. Un cordone legnoso corre lungo l'asse del tubero.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Coltivazione">Coltivazione</span></h2> <h3><span class="mw-headline" id="Tecnica">Tecnica</span></h3> <p>La manioca viene raccolta a mano, sollevando la parte inferiore del gambo e tirando per estrarre la radice dal terreno. Dopo aver rimosso la radice, i gambi vengono tagliati in pezzi e ripiantati nel terreno prima della<span> </span>stagione umida.</p> <h3><span class="mw-headline" id="Storia_e_impatto_economico">Storia e impatto economico</span></h3> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/55/2005cassava.PNG/350px-2005cassava.PNG" width="350" height="154" class="thumbimage" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Produzione di manioca nel 2005.</div> </div> </div> <p>Si ritiene che la manioca moderna derivi dalla<span> </span>sottospecie<span> </span><i>flabellifolia</i>, proveniente dal<span> </span>Brasile<span> </span>centro-occidentale. In quest'area la manioca viene coltivata probabilmente da non meno di 10.000 anni.<sup id="cite_ref-15" class="reference">[15]</sup><span> </span>Il ritrovamento di<span> </span>polline<span> </span>nel<span> </span>sito archeologico<span> </span>di San Andrés dimostra la presenza della manioca nel<span> </span>Golfo del Messico<span> </span>6.600 anni fa.<sup id="cite_ref-16" class="reference">[16]</sup><span> </span>La più antica prova certa di coltivazione della manioca è stata trovata nel sito<span> </span>Maya<span> </span>di<span> </span>Joya de Cerén, in<span> </span>Salvador, e risale a 1.400 anni fa.<sup id="cite_ref-17" class="reference">[17]</sup>.</p> <p>A motivo delle sue proprietà nutrizionali, la manioca divenne una delle coltivazioni principali di diverse popolazioni del<span> </span>Sudamerica<span> </span>settentrionale e dell'America Centrale. L'importanza della yuca (manioca) presso questi popoli è testimoniata dalle numerose rappresentazioni artistiche di questa pianta nell'arte precolombiana.<sup id="cite_ref-18" class="reference">[18]</sup><span> </span>I colonizzatori<span> </span>spagnoli<span> </span>e<span> </span>portoghesi<span> </span>nelle Americhe mantennero la produzione di manioca nei territori conquistati.</p> <p>Oggi la produzione di manioca è ancora largamente diffusa (si stimano circa 184 milioni di tonnellate di radici di manioca prodotte nel<span> </span>2002); il continente dove la si produce in misura maggiore è l'Africa<span> </span>(99,1 milioni di tonnellate nel 2002), seguita dall'Asia<span> </span>(51,5 milioni di tonnellate) e da<span> </span>America Latina<span> </span>e<span> </span>Caraibi(33,2 milioni di tonnellate). Il primo produttore mondiale è la<span> </span>Nigeria.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Usi">Usi</span></h2> <h3><span class="mw-headline" id="Impiego_alimentare">Impiego alimentare</span></h3> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8f/Manihot_esculenta_dsc07325.jpg/220px-Manihot_esculenta_dsc07325.jpg" width="220" height="165" class="thumbimage" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Radici di manioca.</div> </div> </div> <h4><span class="mw-headline" id="Preparazione">Preparazione</span></h4> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bd/PeeledCassava.jpg/220px-PeeledCassava.jpg" width="220" height="185" class="thumbimage" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Radice di manioca pelata.</div> </div> </div> <p>La radice di manioca può essere cucinata in una grande varietà di modi, molti dei quali identici a quelli impiegati per le<span> </span>patate. La si può mangiare bollita, eventualmente schiacciata in forma di<span> </span>purè; dopo la bollitura o la<span> </span>cottura a vapore<span> </span>può essere affettata o ridotta in piccoli pezzi e fritta come le<span> </span>patatine<span> </span>o arrostita come le patate al forno.</p> <p>La manioca può essere anche pestata per ottenere una<span> </span>fecola<span> </span>o<span> </span>farina<span> </span>insapore nota come<span> </span>tapioca, simile al<span> </span>sago, che ha diversi impieghi; la si può utilizzare per creare un dolce simile al<span> </span>budino<span> </span>di<span> </span>riso, o per realizzare alimenti simili al pane e altri derivati della farina di<span> </span>grano. Per questo motivo, la tapioca (o farina di manioca) compare fra gli ingredienti di molti prodotti<span> </span>dietetici<span> </span>pensati per le persone affette da<span> </span>celiachia<span> </span>o altre forme di intolleranza al<span> </span>glutine. Dalla polpa della radice di manioca, schiacciata e fatta fermentare, si possono ottenere anche bevande alcoliche.</p> <h4><span class="mw-headline" id="Piatti_tradizionali">Piatti tradizionali</span></h4> <h5><span class="mw-headline" id="Caraibi">Caraibi</span></h5> <p>In diversi paesi dei<span> </span>Caraibi<span> </span>con la<span> </span>tapioca<span> </span>si produce un alimento simile al<span> </span>pane, chiamato<span> </span><i>casabe</i><span> </span>in<span> </span>Repubblica Dominicana<span> </span>e<span> </span>Porto Rico; a<span> </span>Haiti<span> </span>lo si mangia con<span> </span>burro di arachidio<span> </span>latte, in Porto Rico con<span> </span>olio<span> </span>e<span> </span>aceto. La farina di manioca viene usata anche per fare alcune varianti locali della<span> </span><i>empanada</i>: due esempi sono la<span> </span><i>catibía</i><span> </span>dominicana e le<span> </span><i>pasteles</i>portoricane, ripiene di manzo, pollo o maiale (un piatto tipicamente<span> </span>natalizio). In<span> </span>Giamaica<span> </span>con la tapioca si realizza il tradizionale<span> </span><i>bammy</i>, un tortino fritto originariamente tipico dell'etnia<span> </span>arawak. Altre ricette caraibiche a base di tapioca sono la<span> </span><i>musa</i><span> </span>(o<span> </span><i>moussa</i>) haitiana (fatta con tapioca bollita), il<span> </span><i>sancocho</i><span> </span>dominicano (un bollito misto di verdure) e le<span> </span><i>arepitas de yuca</i><span> </span>dominicane (fettine di radice di manioca fritte).</p> <h5><span class="mw-headline" id="America_Centrale">America Centrale</span></h5> <p>In<span> </span>El Salvador,<span> </span>Costa Rica<span> </span>e altri paesi dell'America centrale la manioca (chiamata<span> </span><i>yuca</i>) viene usata per preparare<span> </span>zuppe, bollita o fritta. Fra i piatti tipici salvadoregni a base di manioca si possono citare la<span> </span><i>yuca frita con chicharrón</i><span> </span>(manioca fritta nell'olio servita con una salsa chiamata<span> </span><i>curtido</i><span> </span>e carne di maiale o sardine) e il<span> </span><i>pan con pavo</i>, un panino fatto con farina di manioca, di forma simile a una<span> </span>baguette, farcito con carne di<span> </span>tacchino<span> </span>marinata. In Costa Rica sono molto diffusi panini di manioca con carne di maiale e<span> </span>lime. A<span> </span>Panama<span> </span>si mangia un panzerotto fritto di farina di manioca ripieno di carne speziata, che prende il nome di<span> </span><i>carimanola</i>. In<span> </span>Nicaragua<span> </span>la manioca si usa in almeno tre ricette tradizionali: il<span> </span><i>vigoron</i>, i<span> </span><i>buñuelos</i><span> </span>e il<span> </span><i>vaho</i>.</p> <h5><span class="mw-headline" id="Sudamerica">Sudamerica</span></h5> <p>In<span> </span>Bolivia<span> </span>la manioca (anche qui chiamata<span> </span><i>yuca</i>) si mangia in moltissimi modi. Fritta viene spesso accompagnata con una salsa piccante nota come<span> </span><i>llajwa</i>,<span> </span>formaggio, o<span> </span><i>choclo</i><span> </span>(mais<span> </span>essiccato). I piatti tipici<span> </span>brasiliani<span> </span>in cui si impiega la manioca (qui chiamata<span> </span><i>mandioca</i>,<span> </span><i>macaxeira</i><span> </span>o<span> </span><i>aipim</i><span> </span>a seconda delle zone) sono moltissimi: dalla<span> </span><i>vaca atolada</i><span> </span>(un bollito di carne e manioca) al<span> </span><i>pirão</i><span> </span>(pezzetti di pesce cotti nella farina di manioca,<span> </span><i>farinha de mandioca</i>), al<span> </span><i>pão de queijo</i><span> </span>(un pane al formaggio); cotta da sola, la farina di manioca viene chiamata<span> </span><i>farofa</i>, e costituisce uno degli elementi principali dell'alimentazione quotidiana del brasiliano medio. Sempre in Brasile la manioca bollita viene usata per fare un<span> </span>budino<span> </span>dolce molto popolare. In<span> </span>Colombia<span> </span>con la manioca si fa il<span> </span><i>sancocho</i><span> </span>(come a Santo Domingo), un tipo di pane chiamato<span> </span><i>pandebono</i>, un panzerotto chiamato<span> </span><i>bollo de yuca</i>, servito con<span> </span>burro<span> </span>e formaggio, e un dessert a base di manioca,<span> </span>anice,<span> </span>zucchero<span> </span>e<span> </span>marmellata<span> </span>di<span> </span>guava<span> </span>detto<span> </span><i>enyucado</i>. In<span> </span>Ecuador<span> </span>la manioca viene mangiata bollita o affettata e fritta (<i>yuquitos</i>), e diversi tipi di pane e panzerotto come i<span> </span><i>bolitos de yuca</i><span> </span>(in genere ripieni di formaggio). La popolazione<span> </span>quechua<span> </span>del<span> </span>Rio delle Amazzoni<span> </span>dalla manioca ricava una bevanda fermentata chiamata<span> </span><i>chicha</i>. Nel<span> </span>Paraguay<span> </span>la manioca si mangia a tutti i pasti, in genere bollita o nella forma di<span> </span><i>chipa</i><span> </span>(un pane al formaggio che si prepara nelle festività). Nel<span> </span>Venezuela<span> </span>si trova lo stesso pane di manioca di Santo Domingo, il<span> </span><i>casabe</i>; qui viene però solitamente cotto più a lungo, fino a raggiungere la consistenza dei<span> </span>cracker, eccetto quando lo si usa per fare panini (come il<span> </span><i>naiboa</i>).</p> <h5><span class="mw-headline" id="Africa">Africa</span></h5> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ec/Dried_manioc.jpg/220px-Dried_manioc.jpg" width="220" height="187" class="thumbimage" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Manioca essiccata in vendita (Abong-Mbang,<span> </span>Camerun).</div> </div> </div> <p>In<span> </span>Nigeria,<span> </span>Sierra Leone<span> </span>e altri paesi dell'Africa occidentale, la cassava viene solitamente pelata, schiacciata, lasciata fermentare, fritta e quindi messa a bollire in acqua, fino a formare una pastella spessa; questa ricetta prende il nome di<span> </span><i>garri</i><span> </span>o<span> </span><i>eba</i>. In alcuni paesi (per esempio nella<span> </span>Guyana) il succo della manioca amara viene bollito fino a fargli raggiungere la viscosità di uno<span> </span>sciroppo<span> </span>e poi insaporito con<span> </span>spezie; la salsa che se ne ottiene, nota come<span> </span><i>cassareep</i>, serve come base per la preparazione di diverse salse e condimenti. In Sierra Leone vengono usate come alimento anche le foglie della pianta; vengono lavate ripetutamente per renderle meno amare, e poi pestate insieme con l'olio di palma<span> </span>per realizzare una salsa. In<span> </span>Africa centrale<span> </span>la manioca viene generalmente bollita e poi pestata in una sorta di<span> </span>purè<span> </span>o<span> </span>porridge<span> </span>chiamato<span> </span><i>fufu</i><span> </span>o<span> </span><i>cuscus</i><sup id="cite_ref-19" class="reference">[19]</sup>, che viene talvolta poi ulteriormente elaborato (per esempio mischiato a spezie e poi cotto); viene anche cucinata alla griglia dopo essere stata marinata per alcuni giorni in acqua salata. Nell'Africa<span> </span>swahili, dove la manioca è nota come<span> </span><i>mihogo</i>, la si fa soprattutto fritta a pezzetti, talvolta con un salsa chiamata<span> </span><i>pilipili</i>, ottenuta dalla cottura di peperoncini piccanti in<span> </span>olio di palma. Nelle campagne si prepara un porridge di manioca, che viene chiamato<span> </span><i>ugali</i><span> </span>in<span> </span>Tanzania,<span> </span><i>nshima</i><span> </span>in<span> </span>Zambia<span> </span>e<span> </span><i>mwanga</i><span> </span>dai<span> </span>Kikuyu<span> </span>del<span> </span>Kenya. In<span> </span>Repubblica Centrafricanaesiste una grande varietà di ricette basate sulla manioca, che viene usata anche per fare pane e<span> </span>biscotti. Anche in questa zona dell'Africa si mangiano anche le foglie della pianta, dopo averle bollite a lungo per eliminarne le proprietà tossiche; il sapore di questo piatto, chiamato<span> </span><i>gozo</i><span> </span>nella lingua sango, è simile a quello degli<span> </span>spinaci. Un piatto tipico della<span> </span>Costa d'Avorio<span> </span>a base di polpa fermentata di manioca grattugiata o fatta a granelli è l'attiéké, spesso servito come accompagnamento di carni<span> </span>stufate.</p> <h5><span class="mw-headline" id="Asia">Asia</span></h5> <p>In<span> </span>India<span> </span>la manioca si mangia spesso con piatti al<span> </span>curry, insieme con pesce o carne; due esempi sono il<span> </span><i>kappayum meenum</i><span> </span>(letteralmente "manioca con pesce") e il<span> </span><i>kappa biriyani</i><span> </span>("manioca con carne"), molto popolari nello stato di<span> </span>Kerala. In<span> </span>Indonesia<span> </span>la manioca si chiama<span> </span><i>singkong</i><span> </span>e viene bollita, fritta o cotta al forno; fermentandola e mischiandola con lo zucchero si ottiene una<span> </span>bevanda alcolica<span> </span>di colore verde chiamata<span> </span><i>es tape</i>. A<span> </span>Giava<span> </span>si mangia un piatto a base di radice di manioca essiccata chiamato<span> </span><i>gaplek</i>, ma anche le foglie della pianta sono usate in molte ricette: per esempio nel<span> </span><i>gulai daun singkong</i><span> </span>(foglie di manioca in latte di cocco), nell'<i>urap</i><span> </span>(un'insalata mista) e nel<span> </span><i>buntil</i><span> </span>(un involtino vegetariano). Nelle<span> </span>Filippine<span> </span>la manioca viene bollita con lo zucchero e usata per fare torte e altri dolci.</p> <h4><span class="mw-headline" id="Prodotti_derivati">Prodotti derivati</span></h4> <ul> <li>Perle di tapioca</li> </ul> <h3><span class="mw-headline" id="Altri_usi">Altri usi</span></h3> <p>La manioca ha applicazioni nella medicina tradizionale di alcuni dei paesi in cui è coltivata. Le radici delle varianti amare sono usate per trattare la<span> </span>diarrea<span> </span>e la<span> </span>malaria.</p> <p>Le foglie possono essere impiegate come<span> </span>analgesici<span> </span>e per ridurre l'ipertensione. I<span> </span>cubani<span> </span>impiegano la cassava nel trattamento dei sintomi della<span> </span>sindrome del colon irritabile.</p> <p>In moltissimi paesi (per esempio<span> </span>Thailandia,<span> </span>Cina,<span> </span>Nigeria<span> </span>e<span> </span>Brasile) i tuberi e i fusti della manioca sono usati come foraggio per gli animali da<span> </span>allevamento. I fusti vengono raccolti in fase giovanile (dopo tre - quattro mesi di crescita) quando hanno raggiunto una altezza di circa 30÷45 cm. Vengono poi fatti essiccare al sole per uno o due giorni fino a quando il contenuto finale di materia secca si avvicina all'85%. Questo materiale ha un alto contenuto di proteine (20÷27 %) e di tannini condensati (1,5÷4 %) ed è considerato una buona fonte di crusca per i ruminanti<span> </span><sup id="cite_ref-20" class="reference">[20]</sup>.</p> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/84/Cassava_drying_on_a_road.jpg/220px-Cassava_drying_on_a_road.jpg" width="220" height="165" class="thumbimage" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> "Fieno" di cassava in essiccazione lungo una strada.</div> </div> </div> <p>In<span> </span>Repubblica Centrafricana<span> </span>la manioca viene anche utilizzata per realizzare una sorta di<span> </span>vernice<span> </span>utilizzata per imbiancare le pareti esterni degli edifici.</p> <p>La manioca è anche un ingrediente di molti appretti per inamidare durante la stiratura, disponibili in commercio.</p> <p>In diversi paesi sono stati avviati progetti di ricerca per valutare i possibili impieghi della manioca per la produzione di<span> </span>biocarburante.</p> <h3><span id="Tossicit.C3.A0_potenziale"></span><span class="mw-headline">Tossicità potenziale</span></h3> <table class="noprint disclaimer"> <tbody> <tr> <td> <div class="center"> <div class="floatnone"><img alt="Avvertenza" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f7/Nuvola_apps_important.svg/27px-Nuvola_apps_important.svg.png" title="Avvertenza" width="27" height="23" /></div> </div> </td> <td><i>Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico:<span> </span>leggi le avvertenze.</i></td> </tr> </tbody> </table> <h4><span class="mw-headline" id="Presenza_di_sostanze_cianiche">Presenza di sostanze cianiche</span></h4> <p>Le radici di cassava, le bucce e le foglie non devono essere consumate crude poiché contengono<span> </span>glicosidi<span> </span>cianogenici,<span> </span>linamarina<span> </span>e<span> </span>lotaustralina. Questi vengono decomposti dalla<span> </span>linamarase, un<span> </span>enzima<span> </span>della cassava che libera<span> </span>acido cianidrico<span> </span>(HCN).<sup id="cite_ref-cereda_21-0" class="reference">[21]</sup><span> </span>Le varietà di cassava sono spesso categorizzate come "dolci" o "amare", significando rispettivamente prive o contenenti glicosi cianogenici. I<span> </span><i>cultivar</i><span> </span>delle cosiddette "dolci" (effettivamente non amare) possono produrre qualcosa come 20 milligrammi di<span> </span>cianuro<span> </span>(CN) per chilogrammo di radici fresche, mentre quelle "amare" possono produrne più di 50 volte tanto (1 g/kg). Le cassava cresciute durante la siccità hanno un tasso particolarmente elevato di queste tossine.<sup id="cite_ref-22" class="reference">[22]</sup><sup id="cite_ref-23" class="reference">[23]</sup><span> </span>Una dose di 25 mg di glucoside cianogenico di pura cassava, che contiene 2,5 mg di cianuro è sufficiente a uccidere un topo.<sup id="cite_ref-24" class="reference">[24]</sup><span> </span>Si sa che un eccesso di cianuro residuo da una preparazione non adeguata di cassava causa un'intossicazione acuta di cianuro, e il<span> </span>gozzo, ed è stato associato all'atassia(una patologia neurologica che colpisce la capacità di camminare, conosciuta anche come<span> </span><i>konzo</i>).<sup id="cite_ref-fao.org_25-0" class="reference">[25]</sup></p> <p>Esso è stato anche associato alla pancreatite tropicale calcifica nelle persone, che conduce alla pancreatite cronica.<sup id="cite_ref-26" class="reference">[26]</sup></p> <p>I sintomi di intossicazione acuta da cianuro compaiono quattro o più ore dopo l'ingestione di cassava grezza o male trattata: vertigine, vomito e collasso. In alcuni casi la morte sopraggiunge entro un paio d'ore. L'intossicazione può essere facilmente trattata con iniezioni di<span> </span>tiosolfato<span> </span>(che rende lo zolfo disponibile all'organismo del paziente per disintossicarlo convertendo il velenoso cianuro in tiocianato).<sup id="cite_ref-27" class="reference">[27]</sup></p> <p>«L'esposizione cronica a bassi livelli di cianuro è associata allo sviluppo del gozzo e all'atassia neuropatica tropicale, un'indisposizione che danneggia i nervi e rende una persona instabile e scoordinata. Grave avvelenamento da cianuro, particolarmente durante le carestie, è associato con l'epidemia di disturbi debilitanti e paralizzanti irreversibili denominati<span> </span>konzo<span> </span>e in alcuni casi anche la morte. L'incidenza del konzo e della neuropatia atassica tropicale può raggiungere, in certe zone, anche il tre per cento.»<sup id="cite_ref-28" class="reference">[28]</sup><sup id="cite_ref-29" class="reference">[29]</sup></p> <p>Durante la carestia in<span> </span>Venezuela<span> </span>alla fine degli anni 2010, si sono verificate dozzine di decessi dovuti al ricorso dei venezuelani al cibo costituito da cassava "amara" per sopperire alla carestia.<sup id="cite_ref-30" class="reference">[30]</sup><sup id="cite_ref-31" class="reference">[31]</sup></p> <p>Società che si nutrono abitualmente di cassava comprendono in genere che questa deve essere sottoposta a qualche processo (ammollo, cottura, fermentazione, ecc.) per evitare di cadere ammalati.<sup id="cite_ref-32" class="reference">[32]</sup><span> </span>Un ammollo breve (quattro ore) della cassava non è sufficiente, ma uno di 18–24 ore può rimuovere fino alla metà del contenuto in cianuro. Anche l'essiccazione può non essere sufficiente.<sup id="cite_ref-33" class="reference">[33]</sup></p> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bd/PeeledCassava.jpg/220px-PeeledCassava.jpg" width="220" height="185" class="thumbimage" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Radici di cassava, pelatura e ammollo.</div> </div> </div> <p>Per alcune radici piccole delle varietà "dolci" la cottura è sufficiente a eliminare la tossicità. Il cianuro viene rimosso nella preparazione in acqua e le quantità prodotte a seguito del consumo domestico sono troppo piccole per avere un impatto ambientale.<sup id="cite_ref-cereda_21-1" class="reference">[21]</sup><span> </span>Le radici grosse delle varietà "amare" usate per produrre farina o amido devono subire un processo di eliminazione del cianuro. Le grosse radici vengono pelate e macinate in farina, che viene immersa in acqua, spremuta poi più volte fino ad asciugarla e riscaldata a temperatura opportuna. I grani di amido che galleggiano in superficie durante il processo di ammollo vengono usati nella cottura.<sup id="cite_ref-34" class="reference">[34]</sup><span> </span>La farina viene utilizzata in tutto il<span> </span>Sudamerica<span> </span>e nei<span> </span>Caraibi. La produzione di farina di cassava, anche a livello di attività di nicchia, può generare una quantità sufficiente di cianuro e glicosidi cianogenici negli scarichi da provocare un grave impatto ambientale.<sup id="cite_ref-cereda_21-2" class="reference">[21]</sup></p> <h4><span class="mw-headline" id="Preparazione_del_cibo">Preparazione del cibo</span></h4> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d2/Cassava_bread.jpg/220px-Cassava_bread.jpg" width="220" height="165" class="thumbimage" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Pani di cassava.</div> </div> </div> <p>Un metodo di procedimento sicuro, noto come<span> </span><i>wetting method</i><span> </span>è quello di miscelare farina di cassava e acqua formando una pasta spessa e quindi lasciare quest'ultima all'ombra per cinque ore in uno strato sottile allargato su un cesto.<sup id="cite_ref-fca_35-0" class="reference">[35]</sup><span> </span>In questo tempo circa l'83% dei<span> </span>glicosidi<span> </span>cianogeni sono decomposti dalla linamarase; il risultante acido cianidrico si disperde nell'atmosfera, rendendo sicura per il consumo la farina nella sera stessa.<sup id="cite_ref-fca_35-1" class="reference">[35]</sup></p> <p>Il metodo tradizionale in uso nell'Africa occidentale è quello di pelare le radici e metterle in acqua per tre giorni a fermentare. Le radici quindi vengono essiccate o cotte. In<span> </span>Nigeriae in numerosi altri paesi africani, tra cui il<span> </span>Ghana, il<span> </span>Camerun, il<span> </span>Benin<span> </span>il<span> </span>Togo, la<span> </span>Costa d'Avorio<span> </span>e il Burkina Faso, le radici vengono abitualmente grattuggiate e fritte leggermente in olio di palma per preservarle. Ne risulta un alimento chiamato<span> </span><i>gari</i>. La fermentazione è anche usata in altri paesi come l'Indonesia, producendo pani detti<span> </span><i>tapai</i>. Il processo di fermentazione riduce anche il livello di<span> </span>composti antinutrizionali<span> </span>e rende così la cassava un cibo più nutriente.<sup id="cite_ref-36" class="reference">[36]</sup></p> <p>L'assegnamento sulla cassava come fonte alimentare e la conseguente esposizione agli effetti<span> </span>goitrogeni<span> </span>del<span> </span>tiocianato<span> </span>è stato responsabile per l'affezione endemica del<span> </span>gozzoriscontrata nella zona degli<span> </span>Akoko<span> </span>nel sudovest della Nigeria.<sup id="cite_ref-pmid10497657_37-0" class="reference">[37]</sup><sup id="cite_ref-38" class="reference">[38]</sup></p> <p>Un progetto chiamato "BioCassava Plus" utilizza la bioingegneria per coltivare la cassava con un più basso tenore di glicosidi cianogeni insieme con il<span> </span>rafforzamento alimentarecon<span> </span>vitamina A,<span> </span>ferro<span> </span>e<span> </span>proteine<span> </span>per migliorare il nutrimento dei popoli dell'Africa subsahariana.<sup id="cite_ref-39" class="reference">[39]</sup><sup id="cite_ref-40" class="reference">[40]</sup></p> <h2><span id="Avversit.C3.A0"></span><span class="mw-headline">Avversità</span></h2> <p>In<span> </span>Africa, i principali nemici delle coltivazioni di manioca sono tradizionalmente la<span> </span>cocciniglia<span> </span><i>Phenacoccus manihoti</i><span> </span>e l'acaro<span> </span><i>Mononychellus tanajoa</i>, che fino agli<span> </span>anni settanta-ottanta<span> </span>erano responsabili dell'80% delle perdite di piante; importanti progressi nella lotta a questi infestanti sono stati raggiunti negli ultimi decenni dal Biological Control Centre for Africa.</p> <p>Il virus del mosaico della manioca è un virus simile a<span> </span>quello del tabacco, e trasmesso da alcune specie di insetti. Negli<span> </span>anni ottanta<span> </span>ha cominciato a diffondersi a partire dall'Uganda<span> </span>una<span> </span>mutazione<span> </span>del virus che è risultata essere ancora più dannosa; oggi questa mutazione affligge le coltivazioni di Uganda,<span> </span>Ruanda,<span> </span>Burundi,<span> </span>Repubblica Democratica del Congo<span> </span>e<span> </span>Repubblica del Congo.</p> <h2><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Manihot_esculenta" target="_blank" title="Fonte Wikipedia Manihot esculenta" rel="noreferrer noopener"><strong>Fonte Wikipedia Manihot esculenta</strong></a></h2> </body> </html>
P 445
Semi di Manioca, Cassava, Yuca 3 - 6
Semi Di Fragola Gigante

Semi di Fragola Gigante

Prezzo 2,00 € (SKU: V 1 GS)
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Fragola Gigante</strong></h2> <h2><strong><span style="color: #ff0000;">Prezzo per Pacchetto di 10 semi.</span><br /></strong></h2> <p>Le fragole giganti, Fragaria ananassa L. Makimus, sono abbastanza facili da coltivare! È perenne, resistente all'inverno e prospera bene in pieno sole, purché il terreno sia fertile e ben drenato. Le piante sane produrranno molta frutta per anni! Le fragole sono grandi (150 g) come le mele! Questo tipo di fragola "gigante" standard ti darà il raccolto più grande!</p> <p>Le fragole hanno bisogno di luce per germogliare e i loro semi non devono essere coperti dal substrato. Ma la pratica ha dimostrato che i semi di fragola scoperti si asciugano molto rapidamente durante la germinazione. Pertanto, si consiglia di coprire i semi molto leggermente con un substrato di semina setacciato. Puoi posizionare un seme o un nylon trasparente sul seme seminato e quindi mantenere l'umidità necessaria per far germogliare il seme.</p> <p>Il seme ha bisogno di almeno 60 giorni di stratificazione.</p> </body> </html>
V 1 GS
Semi Di Fragola Gigante

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Varietà dalla Spagna

Semi di pomodoro Mar Azul 1.75 - 1

Semi di pomodoro Mar Azul

Prezzo 1,95 € (SKU: P 158 MA)
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<h2><strong>Semi di pomodoro Mar Azul</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 10 o 20 semi.</strong></span></h2> <p class=""><strong>Quest'anno, come ogni anno, seminiamo nuove piante di pomodoro Mar Azul. Le foto sono di quest'anno 2021 e non le cambieremo ogni anno.</strong><br><br><strong>È molto interessante che la varietà di pomodoro Mar Azul sia estremamente forte e cresca rapidamente. Finora non abbiamo visto una varietà di pomodoro che cresce più velocemente della varietà Mar Azul. La radice si sviluppa estremamente rapidamente ed è interessante che le piante ottengano germogli laterali già in contenitori.&nbsp;<br></strong><br>Il pomodoro Mar Azul è una nuova varietà di pomodoro ottenuta con tecniche totalmente naturali. Il colore bluastro del pomodoro è dovuto a un'alta concentrazione di antociani, pigmenti vegetali naturali che offrono significativi benefici per la salute.</p> <p>Dovremmo anche sottolineare il delizioso sapore, l'aroma e le sensazioni evocate dal pomodoro in bocca.</p> <p>Di colore viola-bluastro con un interno rosso intenso e brillante quando perfettamente maturo.</p> <p>Questo è un pomodoro a costine con una consistenza leggermente croccante e liscia e una bassa acidità.</p> <p><strong>Salute</strong></p> <p>Il pomodoro Mar Azul è stato oggetto di rigorosi studi nutrizionali per determinare le sue proprietà funzionali e salutari. Il Dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari dell'Università di Granada ha presentato i risultati dell'analisi fisico-chimica, certificando il contenuto di vitamina C e B6 del pomodoro.</p> <p><strong>Eccellente per tutti i tipi di utilizzo!</strong></p>
P 158 MA 10 S
Semi di pomodoro Mar Azul 1.75 - 1

Prodotto più venduto
Semi di Vaniglia o Vainiglia “Bourbon” (Vanilla planifolia)

Semi di Vaniglia o...

Prezzo 3,50 € (SKU: MHS 104)
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><span style="font-size: 14pt;"><strong>Semi di Vaniglia o Vainiglia “Bourbon” (Vanilla planifolia)</strong></span></h2> <h2><span style="color: #f80404; font-size: 14pt;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 50 o 100 semi.</strong></span></h2> <p><span>La vaniglia o vainiglia (Vanilla planifolia Jacks. ex Andrews, 1808) è un'orchidea originaria del Messico. I suoi frutti, comunemente chiamati baccelli, producono la spezia nota come vaniglia.</span></p> <p><span>Etimologicamente, il nome Vaniglia deriva dello spagnolo vaina che deriva a sua volta dal latino vagina, che significa guaina, baccello.</span></p> <p><span>Nella maggior parte delle lingue, la vaniglia si identifica per dei nomi foneticamente molto simili: vaniglia in italiano, vanilla in inglese, wanilia in polacco, vanilj in svedese, vanille in francese.</span></p> <p><span>Flessibile e poco ramificata, la liana di vaniglia, anche chiamata vaniller, si sviluppa per crescita del germoglio e forma dei lunghi terminali che si arrampicano all'assalto del loro supporto per più di dieci metri. Se il fusto è rotto, si può eseguire facilmente una talea che permette la moltiplicazione della pianta, in natura così come in coltivazione.</span></p> <p><span>Le foglie sono alternate lungo i lati del gambo. Sono piatte, intere, ovali con la punta aguzza, all'incirca tre volte più lunghe rispetto alla larghezza e possono raggiungere la misura di quindici centimetri. Il gambo e le foglie sono verdi, carnosi, contenenti un succo trasparente e irritante che provoca sulla pelle delle scottature e pruriti persistenti. Nelle vicinanze dell'attaccatura delle foglie ci sono spesso delle radici aeree che permettono alla pianta di appendersi al suo appoggio o se necessario ad una talea di radicarsi.</span></p> <p><span>I fiori, in gruppi di otto o dieci, formano dei piccoli bouquet. Di colore bianco, verdastro o giallo pallido, hanno una struttura classica di un fiore d'orchidea malgrado un'apparenza molto regolare.</span></p> <p><span>La fecondazione necessita l'intervento d'un ausilio specializzato: in natura, nelle regioni d'origine è effettuato grazie a degli insetti del genere Melipona, un genere di api senza pungiglione. Dopo la fecondazione, l'ovario che serve da picciolo alla base del fiore si trasforma in grosso pendente lungo da 12 a 25 centimetri.</span></p> <p><span>I baccelli freschi e ancora inodori hanno un diametro da 7 a 10 millimetri. Contengono migliaia di semi minuscoli che sarebbero liberati per esplosione dei frutti maturi se non si provvedesse a raccoglierli ancora verdi.</span></p> <p><strong><span>Distribuzione e habitat</span></strong></p> <p><span>La vaniglia è originaria delle foreste tropicali umide della costa orientale messicana dove vive nel sottobosco. Ma la vaniglia è soprattutto conosciuta come pianta coltivata. È la storia di questa spezia che ha contribuito a diffondere la coltura di questa pianta nella maggior parte delle regioni tropicali umide del mondo.</span></p> <p><strong><em><span>Storia</span></em></strong></p> <p><strong><span>Il monopolio messicano</span></strong></p> <p><span>Per più di due secoli, nel XVII secolo e XVIII secolo, il Messico, e in particolare la regione di Veracruz, conserva il monopolio della vaniglia. I Totonachi (antica popolazione Amerinda) rimangono i primi produttori fino alla metà del XIX secolo. Tutti i tentativi di far riprodurre questa orchidea al di fuori del proprio habitat naturale falliscono. Fino al XIX secolo infatti si ignorava che le api melipona giocano un ruolo fondamentale per la fecondazione e la formazione del frutto.</span></p> <p><span>La vaniglia provoca una vera e propria infatuazione in Europa. È sempre più apprezzata nella corte di Francia, dove Madame Montespan ci profuma il bagno. Re Luigi XIV, avendone subìto lo charme, decide di tentare seriamente di introdurla sull'Isola Bourbon (oggi Riunione), ma i diversi tentativi non sono andati a buon fine.</span></p> <p><strong><span>Il successo dell'isola Bourbon</span></strong></p> <p><span>La prima impollinazione artificiale del vaniller fu effettuata nel 1836 nel Giardino Botanico di Liegi da parte del naturalista belga Charles Morren poi, nel 1837, da parte dell'ortocultore francese Joseph Henri François Neumann. Non è un caso se nel 1841 un giovane schiavo di Bourbon di dodici anni, Edmond, mise a punto il procedimento pratico tuttora utilizzato. Questo metodo d'impollinazione, la cui paternità viene ingiustamente rivendicata dal botanico francese Jean Michel Claude Richard, fa dell'isola di Bourbon il primo centro "vanigliero" del pianeta, qualche decennio dopo l'introduzione dell'orchidea sul suo suolo nel 1819. Con l'abolizione della schiavitù, nel 1848, a Edmond venne dato il patronimico "d'Albius", correlato al colore bianco del fiore di vaniglia.</span></p> <p><span>La vaniglia è stata anche coltivata sulla Guadalupa e la Martinica, ma con il concentramento della produzione agricola sulla canna da zucchero e sulla banana, è praticamente scomparsa, come numerose altre specie sostituite dalle importazioni.</span></p> <p><strong><span>Lo sviluppo malgascio</span></strong></p> <p><span>Sono i coltivatori della Riunione che nel 1880 introducono in Madagascar la coltura della vaniglia. Le prime piantagioni vengono create sull'isola di Nosy Be. Successivamente prendono piede anche nelle regioni orientali della grande isola, soprattutto in quelle di Antalaha e di Sambava con un clima umido favorevole. La produzione aumenta velocemente e supera le 1.000 tonnellate nel 1929, è più di dieci volte quella di Riunione. Il mercato tuttavia, senza alcuna regolamentazione, fa conoscere alla vaniglia delle crisi cicliche di sovrapproduzione.</span></p> <p><span>Malgrado la concorrenza di altri paesi tropicali come l'Indonesia e l'emergenza delle nuove produzioni, come quella indiana di Kerala, il Madagascar conserva ancora oggi il suo ruolo di primo esportatore mondiale.</span></p> <p><strong><em><span>Metodi di coltivazione e lavorazione della spezia</span></em></strong></p> <p><strong><span>Coltivazione</span></strong></p> <p><span>Per crescere, la vaniglia ha bisogno di un clima caldo e umido, di un supporto d'ancoraggio e di una certa ombra. Sono utilizzate principalmente tre tecniche di coltivazione, dalla più estensiva alla più intensiva:</span></p> <p><span>nel sottobosco si utilizzano come supporti i tronchi degli alberi</span></p> <p><span>in colture intercalari, ad esempio assieme alle canne da zucchero</span></p> <p><span>in serra</span></p> <p><span>I coltivatori assicurano le potature, controllano o assicurano il buon ancoraggio e provvedono in particolare a ripiegare le liane in modo che i baccelli si trovino ad altezza d'uomo.</span></p> <p><strong><span>Fecondazione</span></strong></p> <p><span>Dev'essere sempre realizzata manualmente da fiore a fiore. La procedura usata è sempre la stessa di colui che l'ha scoperta: Edmond Albius. Si esegue presto la mattina (i fiori hanno vita breve dell'ordine di qualche ora all'inizio della giornata) e quando non c'è umidità (la pioggia non permette la formazione dei fiori).</span></p> <p><span>Il fiore viene tenuto delicatamente con una mano, un dito serve da punto d'appoggio sotto la colonna (la parte centrale del fiore). Utilizzando uno strumento appuntito, ma non tagliente, ad esempio un aculeo, si strappa il cappuccio che protegge gli organi sessuali maschili. Sempre con questo strumento, si raddrizza la linguetta (il rostello) che separa gli organi femminili dalla parte maschile e si avvicina con le dita lo stame, sul quale si trova il polline, verso lo stigma esercitando una leggera pressione per assicurare un buon contatto.</span></p> <p><strong><span>Preparazione</span></strong></p> <p><span>La trasformazione di frutti inodori in una spezia vellutata e gradevolmente profumata necessita una preparazione minuziosa e metodica i cui principi furono sviluppati in Messico molto tempo fa. Il metodo più semplice, detto preparazione diretta, consiste nel lasciar maturare il baccello alternandone l'esposizione all'ombra e al sole, ma i risultati sono mediocri. Si preferisce perciò la preparazione indiretta che consiste nel provocare uno choc brutale che arresta la vita vegetativa del baccello ("killing"), seguito da una serie di operazioni di trasformazione, di essiccazione e di smistamento che durano all'incirca dieci mesi prima di ottenere un bastoncino di vaniglia commercializzabile.</span></p> <p><span>Per "uccidere" il baccello questo viene passato dal forno al freddo, ai raggi infrarossi all'alcool, ecc. Il mezzo oggi certamente più impiegato è tuttavia il bagno d'acqua calda. È infatti così che comincia il metodo elaborato da Ernest Loupy nel 1851, seguendo le conoscenze messicane e largamente diffuso da David de Floris.</span></p> <p><strong><span>Profilo aromatico</span></strong></p> <p><span>La vaniglia naturale sviluppa un profumo complesso, formato da molteplici tipi di composti aromatici differenti. Tra questi, però è la molecola di vanillina (4-idrossi-3-metossibenzaldeide) che forma e caratterizza l'aroma della vaniglia.</span></p> <p><strong><span>Prodotti commerciali</span></strong></p> <p><span>L'appellativo commerciale vaniglia si attribuisce ai baccelli che hanno una lunghezza almeno di 15 centimetri. I frutti più belli, detti vanille ménagère (vaniglia casalinga) sono destinati alla vendita al dettaglio e non devono essere né spezzati, né avere cicatrici, né essere troppo secchi. Un baccello di qualità deve poter essere attorcigliato a un dito senza danneggiarsi. La qualità migliore è rappresentata dalla vanille givrée (vaniglia brinata): la vanillina si è cristallizzata in superficie in efflorescenze leggere. È la vaniglia con la profumazione più intensa e delicata. Le qualità meno pregiate sono destinate al commercio all'ingrosso, per il mercato alimentare industriale o sono utilizzate per la preparazione dell'estratto di vaniglia o la polvere di vaniglia. L'estratto di vaniglia è ottenuto per macerazione di baccelli nell'alcool, la polvere mediante frantumazione dei baccelli.</span></p> <p><strong><em><span>Le varietà</span></em></strong></p> <p><strong><span>Vaniglia Bourbon</span></strong></p> <p><span>I lunghi baccelli della vaniglia Bourbon dell'isola Reunion sono di una qualità eccezionale. La tecnica di trasformazione della vaniglia Bourbon è molto complessa; al fine di evitare la perdita dell'olio essenziale è richiesta al produttore una lunga esperienza. La vaniglia Bourbon si sposa perfettamente con la cannella, l'anice, il chiodo di garofano, lo zenzero e il cardamomo.</span></p> <p><strong><span>Vaniglia Tahiti</span></strong></p> <p><span>Il baccello della vaniglia Tahiti è di colore marrone scuro, molto carnoso e spesso. (I migliori lunghi 15–18 cm). Il profumo della vaniglia Tahiti è delicato e caldo, zuccherato come un pan di spezie, nello stesso tempo sviluppa una nota fruttata alla prugna. Il prezzo della vaniglia Tahiti è molto elevato, dovuto a una produzione mondiale molto limitata (15 t per anno).</span></p> <p><strong><span>Vaniglia Tahitensis</span></strong></p> <p><span>Il baccello della vaniglia Tahitensis è di colore marrone scuro, carnoso e spesso. i migliori hanno una lunghezza di 18–19 cm. Il profumo della vaniglia Tahitensis è speziato, caldo, con un nota di anice. La vaniglia Tahitensis prodotta in Papua Nuova Guinea è considerata tra le migliori vaniglie al mondo.</span></p> <p><strong><em><span>Utilizzo</span></em></strong></p> <p><strong><span>Commercio e consumo</span></strong></p> <p><span>Gli europei consumano più volentieri la vaniglia naturale, in particolare Germania e Francia (75% della varietà Bourbon), contro gli Stati Uniti che consumano più gli estratti della vaniglia. È un'impresa americana, la Zink &amp; Triest che nel 2003 è diventata la numero uno del commercio internazionale di questo prodotto. Un altro importatore di rilievo è McCormick &amp; Company, impresa fondata nel 1889 a Baltimora (USA).</span></p> <p><span>La domanda di vaniglia è molto differenziata per:</span></p> <p><span>industrie agro-alimentari, che rappresentano l'80-85% della domanda mondiale, con i cioccolatieri industriali, i gelatieri industriali come la Nestlé o la Unilever e le industrie di bibite. Così la sola decisione di Coca-Cola di proporre la sua bevanda gassata aromatizzata alla vaniglia (la Coca-Cola Vaniglia detta Coca-Cola Vanille in Francia o Vanilla-Coke nei paesi anglofoni, che in Italia non è mai stata commercializzata) ha suscitato un aumento del 10% della domanda mondiale.</span></p> <p><span>privati, gli artigiani cioccolatieri, gelatieri e i cuochi.</span></p> <p><span>industrie cosmetiche per la produzione di profumi e altri prodotti per la persona.</span></p> <p><strong><span>La vaniglia nella cucina italiana</span></strong></p> <p><span>Budino</span></p> <p><span>Vov alla vaniglia</span></p> <p><span>Panna cotta</span></p> <p><span>Yogurt</span></p> <p><span>Banane alla Martinicana</span></p> <p><span>Gelato</span></p> <p><span>Tè</span></p> <p><span>Fudge alla vaniglia</span></p> <p><span>Crema bavarese</span></p> <p><span>Cioccolata modicana</span></p> </body> </html>
MHS 104
Semi di Vaniglia o Vainiglia “Bourbon” (Vanilla planifolia)

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Semi di girasole GIGANTE RUSSO MAMMUT 1.85 - 1

Semi di girasole GIGANTE...

Prezzo 1,85 € (SKU: P 388)
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<h2><strong>Semi di girasole GIGANTE RUSSO MAMMUT (Helianthus annuus)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;" class=""><strong>Prezzo per confezione da 1g (10), 9g (100) semi.</strong></span></h2> <p>Questa varietà russa popolare Giant Russa Mammuth (Helianthus annuus) è facilmente allevata e non richiede una cura particolare. L'albero può raggiungere un'altezza di 4 metri con fiori giganteschi (diametro fino a 60 cm) che danno enormi semi di girasole.</p>
P 388 (1 g)
Semi di girasole GIGANTE RUSSO MAMMUT 1.85 - 1

Varietà dall'Italia

Semi di Pomodoro COSTOLUTO PACHINO

Semi di Pomodoro COSTOLUTO...

Prezzo 1,55 € (SKU: P 341)
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Pomodoro COSTOLUTO PACHINO</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 5 semi.</strong></span></h2> <p>Il pomodoro Costoluto di Pachino IGP è una delle tipologie di pomodoro protette dal marchio IGP pomodoro di Pachino. E' un pomodoro di medie dimensioni, verde con viragio rossastro in fase di maturazione. Pomodoro insalataro per antonomasia, si distingue per l'eccezionale serbevolezza e per la polpa croccante. Il sapore è intenso e armonico. Da oltre 50 anni è il leader indiscusso e incontrastato nel suo settore, in sé racchiude tutte le qualità visive e organolettiche. Gli agricoltori pachinesi hanno sviluppato le caratteristiche genetiche usando delle tecniche di coltivazione innovative, che lo hanno reso praticamente inimitabile, fuori dal comprensorio pachinese. Infatti il connubbio perfetto tra le tecniche Di coltivazione , le caratteristiche genetiche dei semi, la generosità delle terre, dell'acqua e del clima hanno decretato il grandissimo successo del pomodoro costoluto. Oggi queste varietà rappresentano i fiori all'occhiello alle produzioni della nostra Sicilia.</p> </body> </html>
P 341
Semi di Pomodoro COSTOLUTO PACHINO

Semi di Peperoncino Carolina Reaper rosso e giallo 2.45 - 1

Semi di peperoncino...

Prezzo 2,05 € (SKU: C 97)
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Peperoncino CAROLINA REAPER rosso e giallo</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 5, 10, 20 o 50 semi.</strong></span></h2> <p><strong>Come puoi vedere dalle nostre foto, che i semi provengono dalle nostre stesse piante (organicamente è cresciuto) e sai cosa otterrai dai semi che acquisti da noi ...</strong></p> <p><strong>Ed ecco il peperoncino piu' piccante al mondo!</strong></p> <p>Ci sono tre segnali di attenzione che riceverai da chiunque prima di assaggiare questo famelico peperoncino... la prima e' la forma con la punta che pare voglia pungere e ti dice 'non mangiarmi, sono pericoloso...' poi l'apparenza lucida, oliosa ed infine il nome stesso (Reaper e' il mietitore, ed anche la falce della morte come viene raffigurata abitualmente)</p> <p>Se amate le sfide, il pizzicore diffuso ( in questo caso un incendio!) questo e' il vostro peperoncino, da maneggiare sempre con i guanti.</p> <p>Importante: tutti i peperoncini per germinare hanno bisogno di caldo (nessuno escluso) ovvero di 27/28 gradi giorno e notte.</p> <p>A tal proposito attrezzatevi anche con un tappetino riscaldante.</p> <p> A 20C i semi invece che germinare , marciscono!</p> <p> I semi non si adattano alle temperature che offrite loro, dovete essere voi ad offrire cosa necessita.</p> <p><strong>WIKIPEDIA:</strong></p> <p>Il Carolina Reaper è un peperoncino ibrido della specie Capsicum chinense, conosciuto originariamente col nome di HP22B (Higher Power, Pot No. 22, Plant B). Il primo esemplare è stato ottenuto da Ed Currie, proprietario della PuckerButt Pepper Company situata a Fort Mill, nella Carolina del Sud, da un incrocio tra un Naga Morich e un Habanero Rosso. L'ortaggio attirò l'attenzione dei media quando, nel 2011, un reporter della National Public Radio, dopo averne mangiato un pezzo, rimase sconvolto dalla sua piccantezza e decise così di raccontare la sua esperienza dedicandogli un servizio.</p> <p>Nel 2013 questo peperoncino è entrato nel Guinness dei primati come il più piccante del mondo, raggiungendo una piccantezza media di 1.569.300 unità Scoville, con picchi di 2.200.000 unità. Il record precedente apparteneva al Trinidad Moruga Scorpion, stabilito nel 2011.</p> <p><strong>Caratteristiche</strong></p> <p>Il Carolina Reaper è di colore rosso e presenta un'estremità che ricorda la coda di uno scorpione. Impiega circa 90 giorni per maturare, al termine dei quali raggiunge una lunghezza che va dai 3 ai 5 cm.</p> <p>La concentrazione di capsaicina al suo interno è così elevata, che se la polpa entra in contatto con la pelle, provoca bruciature.</p> <p>Il gusto di questo peperoncino è fruttato, dolce, con richiami di cannella e cioccolato e viene utilizzato dal suo inventore per la produzione di salse denominate I Dare You Stupit e Purgatory Sauce.</p> </body> </html>
C 97 R (5 S)
Semi di Peperoncino Carolina Reaper rosso e giallo 2.45 - 1
Semi di Fragola Rampicante "Mount Everest"

Semi di Fragola Rampicante...

Prezzo 2,50 € (SKU: V 1 CS)
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<div id="idTab1" class="rte"> <h2><span style="text-decoration:underline;"><em><strong>Semi di <strong>Fragola Rampicante</strong> "Mount Everest"</strong></em></span></h2> <h3><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di<strong> 10 </strong>semi. </strong></span></h3> <p>Le Fragole Rampicanti Kingsize (Fragaria x ananassa) sono a crescita veloce e si sviluppano facilmente lungo una spalliera. Da giugno a ottobre, potrai raccogliere dolci e succose fragole dal sapore delizioso. Questa varietà di fragole è meravigliosa in un ampio vaso sul terrazzo.</p> <p><strong>Piantare le Fragole rampicanti.</strong><br />Pianta le tue Fragole Rampicanti in un terreno sciolto e arrichiscilo con il fertilizzante per fragole Bakker. Stendi sul terreno un foglio di plastica nera, forato nei punti in cui vuoi mettere a dimora le piantine. In questo modo le piantine beneficiano di un riscaldamento maggiore del terreno, si impedisce lo sviluppo di erbe infestanti e le fragole restano pulite. Le Fragole devono essere piantate in file parallele distanti circa 40 cm., la distanza tra le piante deve essre di circa 30 cm. Annaffia subito dopo la piantagione. Le Fragole Rampicanti si possono anche piantare in vasi e fioriere ampie sul terrazzo o balcone.</p> <h3>Esposizione</h3> <p>Le fragole prediligono i luoghi freschi, ombreggiati o semiombreggiati; non temono il freddo anche se inverni particolarmente rigidi possono disseccare completamente la parte aerea della pianta, che si svilupperà senza problemi la primavera successiva; alcune specie di fragola crescono selvatiche nei nostri boschi.</p> <h3>Annaffiature</h3> <p>In primavera annaffiare regolarmente, soprattutto in caso di prolungata siccità; in estate è possibile sospendere le annaffiature, senza nuocere alle piante che sono a dimora da alcuni anni. Le fragole possono sopportare anche brevi periodi di siccità, ma le giovani piante, appena poste a dimora, necessitano di essere annaffiate in maniera abbondante, affinchè si sviluppino rapidamente, lasciando comunque asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra.</p> <h3>Terreno</h3> <p>Prediligono un terreno soffice e sciolto, fresco e umido, come quello presente nel sottobosco, costituito da una buona percentuale di materia organica; per un miglior sviluppo di frutti è bene arricchire ogni anno il terreno con concime roganico ben maturo.</p> <h3>Moltiplicazione</h3> <p>I rizomi di fragola producono numerosissimi stoloni striscianti, al termine di ognuno dei quali si sivluppa una nuova pianta; queste piante si possono staccare dalla pianta madre e coltivare come piante singole; per una buona produzione di frutti ed un buon sviluppo delle piante è bene provvedere periodicamente allo sradicamento delle nuove piantine che si producono di anno in anno.</p> <h3>Fragola - Fragaria vesca : Parassiti e malattie</h3> <p>In genere le piante di fragola non si ammalano, anche se talvolta le foglie possono essere colpite da ruggine o da mal bianco; gli animali e gli insetti sono perà molto golosi dei frutti, che vengono consumati dalle lumache e dagli uccelli, in questo secondo caso può essere necessario coprire i filari di fragole con delle reti.</p> </div>
V 1 CS
Semi di Fragola Rampicante "Mount Everest"
Esotici e rari Semi di Nero Fragola

Semi di Fragola Nera...

Prezzo 2,25 € (SKU: V 1)
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<h2><strong>Semi di Fragola Nera Esotici e rari</strong></h2> <h2><strong><span style="color:#ff0000;">Prezzo per Pacchetto di 10 semi.</span></strong></h2> <p>Una deliziosa fragola nera che è completamente resistente. Perfetto per piccoli spazi o contenitori, produrrà un'abbondanza di piccoli frutti dolci, con un pizzico di ananas. Coltivazione pesante e facile da coltivare. Erba perenne densamente raggruppata con rami più dritti. 15-25 cm di altezza. Anthotaxy Cymose con polpa succosa. Richiede allentamento e diserbo a intervalli sul terreno fertile sciolto con ampi fertilizzanti organici. Favorisci il caldo e hai bisogno di umidità per vivere durante l'inverno.</p> <div> <div> <table cellspacing="0" cellpadding="0" border="1"><tbody><tr><td colspan="2" width="100%" valign="top"> <h3 align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Istruzioni per semina</strong></span></h3> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Propagation:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color:#008000;">Seeds</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Pretreat:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color:#008000;">0</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Stratification:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color:#008000;">0</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Sowing Time:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color:#008000;">all year round</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Sowing Depth:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color:#008000;">Needs Light to germinate! Just sprinkle on the surface of the substrate + gently press</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Sowing Mix:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color:#008000;">Coir or sowing mix + sand or perlite</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Germination temperature:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color:#008000;">20-25°C</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Location:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color:#008000;">bright + keep constantly moist not wet</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Germination Time:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color:#008000;">1 - 8 weeks</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color:#008000;"><strong>Watering:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color:#008000;">Water regularly during the growing season</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> </td> <td valign="top"> <p align="center"><br /><span style="color:#008000;"><em>Copyright © 2012 Seeds Gallery - Saatgut Galerie - Galerija semena. </em><em>All Rights Reserved.</em></span></p> </td> </tr></tbody></table></div> </div>
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Esotici e rari Semi di Nero Fragola